Il Monastero di San Vincenzo al Volturno fu fondato da tre nobili giovani provenienti dalle terre Beneventine agli inizi del secolo VII. I tre giovani fondatori del monastero portavano il nome di Paldo, Taso e Tato e la loro presenza alle sorgenti del Volturno non fu un caso, ma, dovendo sfuggire alle aggressioni del principe, i cui motivi sono ancora sconosciuti, dovettero allontanarsi dalle proprie terre e lungo il percorso si fermarono nell’abazia di FARTA (Rieti) dove ricevuti dall’abate Tommaso Morienna si fecero convincere a tornareindietro per fondare un monastero presso le sorgenti del Volturno.
Nei pressi della località dove dovevano fondare il monastero trovarono un Oratorio dedicato a San Vincenzo che, si dice,risaliva al periodo costantiniano.
La scelta della località da parte dell’abate Morienna non fu dettata a caso, ma aveva uno scopo ben preciso, rafforzare con l’insediamento del monastero, in un posto strategico di comunicazione, i poteri del papa. Il Monastero era situato in un posto centrale per il commercio tra i due mari (adriatico e Tirreno) e rappresentava un punto di forza centrale per il commercio con Napoli.
La nascita del monastero di San Vincenzo (IS) fa sviluppare tutta l’aerea dell’alta valle del Volturno, dove cominciano a nascere nuovi centri abitati, tutti localizzati sulle cime di rocce, sulle colline e possibilmente vicino alle chiese e castelli per proteggersi dalle incursioni di popolazioni nemiche, vedi Cerro al Volturno Rocchetta al Volturno e Castel San Vincenzo.


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